Dove
ti porta
il tuo silenzio
me lo dirÃ
il tuo passo
al tuo ritorno
Vorrei fermare il tempo
fra bianchi cristalli di ghiaccio
e cime innevate,
ascoltare
il respiro del vento
che avvolge le rocce
e raccogliere
i mille colori del sole
nel muschio
dei prati …
vorrei fermare lo sguardo
il sorriso
e il colore dell’estate,
e posare le labbra assetate
fra limpide acque
che scorrono
a valle …
Mosè
Leggi tutto >>Gelida, cristallina
dalla rupe zampilla
l’onda; giù per la china
fugge guizzando, brilla
del sole al lume, e franta
ride fra i sassi, in mezzo all’erba e canta
Io son la dolce e pura
acqua che vien dal cielo,
onda che in nube e gelo,
si muta e trasfigura;
la lucida e gioconda
acqua son io che terge e che feconda.Venite a quest’aprica
piaggia quanti voi siete
cui vince la fatica,
Entrate, amici miei, accomodatevi
siate i benvenuti
mi date molta gioia.
Lo so, siete entrati per la finestra della
mia cella
mentre dormivo.
Non avete rovesciato la brocca
né la scatola rossa delle medicine.
I visi nella luce delle stelle
state mano in mano al mio capezzale.
Com.è strano,
vi credevo morti
e siccome non credo né in Dio, né all'aldilà
mi rammaricavo di non aver potuto
offrirvi ancora un pizzico di tabacco
….
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Oh, bello innaffiare il giardino, per far coraggio al verde!
Dar acqua agli alberi assetati! Dar più che basti
e non dimenticare i cespugli delle siepi, perfino
quelli che non dan frutto, quelli esausti
e avari. E non perdermi di vista,
in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno
sete anche loro. Non bagnare solo
il prato fresco o solo quello ardio:
anche la terra nuda tu rinfrescala
B.
Leggi tutto >>Voi dite spesso: – Vorrei dare, ma ai meritevoli soltanto. –
Le piante del vostro frutteto non dicono così, né le greggi del vostro pascolo.
Esse danno per vivere, poiché tenere è perire.
Certamente colui che è degno di ricevere i giorni e le notti, è degno di ricevere ogni altra cosa da voi.
E colui che è degno di bere dall’oceano della vita, merita di riempirsi la coppa nel vostro piccolo ruscello.
Dal capo ai piedi attraverso cuore e mano sono figlio di Dio,
nel Sole e nella Luna, nelle stelle e nelle pietre sento la forza di Dio,
nel padre e nella madre, nelle persone amate
vive per me la volontà di Dio. Così anch’io,
quale figlio di Dio, attraverso la forza di Dio, secondo la volontà di Dio voglio vivere e parlare
e fare quel che devo fedele a Dio.
Poi un uomo ricco disse: Parlaci del Donare.
Ed egli rispose:
Voi donate ben poco quando date delle vostre ricchezze.
Ma quando date voi stessi, donate veramente.
Poiché cosa sono le ricchezze se non cose che tenete e a cui fate la guardia per timore che possiate averne bisogno in futuro?
E il domani, cosa porterà il domani al cane troppo prudente che seppellisce gli ossi nella sabbia che non
Quelli che in nome della Fede abbracciano
l’illusione, uccidono e vengono uccisi. Persino l’ateo ottiene la benedizione di Dio – non vantarti di questa religione;
con venerazione Egli accende la lampada della Ragione
e rende il suo omaggio non alle scritture
ma a quanto di buono vi è nell’uomo.
Il settario insulta la propria religione
quando uccide un uomo di altra fede,
egli non giudica la condotta alla luce della Ragione;
San Giuseppe non aveva mai visto locomotiva
ed aveva paura di perdere i biglietti.
Era una sera di grandi partenze, la stazione febbrile
di folla e di fischi, di luci.
Giunti troppo presto, avevan perso tempo al buffet…
Non avevano prenotato i posti,
ed era corsa voce che avessero sbagliato treno.
Nessuno ad augurargli buon viaggio.
Gli amici non erano stati avvertiti.
Vomitando fumo giallo e turchino come un drago
il treno cambiava binario agli scambi,
Per motivi non chiari,
in circostanze ignote
l’Essere Ideale smise di bastarsi.
Dopotutto poteva durare e durare all’infinito,
sgrossato dall’oscurità, forgiato dalla chiarezza,
nei suoi giardini di sogno sopra il mondo.
Perché, diamine, si mise a cercare impressioni
in cattiva compagnia della materia?
Che se ne fa di imitatori
mal riusciti, sfortunati,
senza prospettive per l’eternità?
Una saggezza zoppa
con una spina conficcata nel tallone?
Signore, donami
una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo
e il buon umore necessario per mantenerla
Donami, Signore, un’anima semplice
che sappia far tesoro
di tutto ciò che è buono
e non si spaventi alla vista del male
ma piuttosto trovi sempre il modo
di rimettere le cose a posto.
Donami un’anima che non conosca la noia
i brontolamenti,
Sulle cime indorate dal sole
Dove la neve brilla il suo candore
La solitudine ascolta il vento
Parla con l’azzurro del cielo
O montagne alte ed infinite
Levate al cielo le bianche cime
Lorenzo Pengo
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