L’uso del letame sancisce un legame ecologico tra animali, piante e uomo per il quale l’agricoltura diviene sostenibile

Il prezioso valore del letame – seconda parte

Le deiezioni avicole sono decisamente più ricche in azoto, fosforo e potassio. In questo caso la natura del letame e la sua peculiare conformazione risulta particolarmente idonea per stimolare la vigoria vegetativa della pianta con conseguente lussureggiamento e rigoglìo fogliare.
Dunque l’organo interessato in questo caso sarà la foglia. La foglia è quell’organo che per primo manifesta le conseguenze di una concimazione vigorosa, da cui traspare proprio l’influenza della spinta azotata attraverso portamento, dimensione, forma, colore e brillantezza.
Questi fattori non risulteranno ottimali a seguito di concimazioni azotate eccessive. Nelle galline, come in tutti i volatili, il prodotto dei reni (l’acido urico) e le feci si mescolano sempre poiché l’intestino ed il condotto urinario confluiscono entrambi nella cloaca (la cloaca è la parte terminale dell’intestino).
Per cui le deiezioni acquisiscono una particolare consistenza affine all’elemento acqua, e la foglia è l’organo vegetale associato a questo elemento. Il “guano” contiene sia le sostanze solide, sia quelle liquide che i volatili devono espellere (vengono emesse simultaneamente).

Anche qui sarà doveroso valutare attentamente l’impiego di questa tipologia di deiezioni in base al tipo di coltura ed alla effettiva necessità. Le deiezioni avicole potranno risultare idonee per colture esigenti (dipende sempre e comunque dal quantitativo utilizzato).

Ma tra tutti i vari letami quello dei bovini risulta il più indicato per ottenere concime pregiato particolarmente indicato per uno sviluppo armonico delle colture e per garantire il miglior livello di fertilità del suolo (equilibrio). Nella vacca si manifesta un processo digestivo tale da ottenere la migliore matrice organica per il miglior concime.

Andando oltre potremmo riconoscere nei vari organismi viventi la manifestazione di determinate forze archetipiche che ritroviamo poi nelle caratteristiche e nelle peculiarità delle varie deiezioni.

Si tratta di un livello di lettura dei fenomeni che va in profondità, in modo da cogliere nessi, rapporti e attitudini della natura organica.
Propensioni e attitudini degli organismi viventi possono essere colti attraverso una osservazione approfondita e trasversale (e libera da pregiudizi).

Mentre per cogliere la propensione di ovini e caprini occorre considerare la predilezione che questi manifestano per gli ambienti montani e per le alture (in particolar modo le forme selvatiche).
O comunque la tendenza che questi mostrano per collocarsi al di sopra del livello del suolo.

Le deiezioni di ovini e caprini saranno particolarmente indicate per favorire la parte aerea della pianta quale è quella del fiore (elemento aria).

Tipo di letame Organo favorito
Equino Frutto/seme
Ovino e caprino Fiore
Avicolo Foglia
Suino Radice

Nel letame vaccino vi è un tipo di impulso in grado di stimolare in maniera armonica ed equilibrata tutti e 4 gli organi vegetali (radice, foglia, fiore, frutto/seme).
Dispone di un ottimo potere ammendante e risulta essere anche il più indicato per favorire la fertilità del suolo.
Il benessere dell’animale sarà determinante per ottenere un letame di buona qualità.


ALCUNI DATI

Un bovino adulto può arrivare a produrre indicativamente anche 120 quintali di letame all’anno (si tratta di dati variabili in base al tipo di animale). Mentre il peso al metro cubo varia in base al contenuto di umidità.
Lo stesso peso dipende e varia sulla base del quantitativo di lettiera presente nella massa totale (paglia di cereali o altri materiali vegetali amalgamati al letame).
Anche il grado di maturazione del letame determina significative variazioni sul peso.

Sono svariati i fattori che influenzano il peso specifico del letame e, indicativamente, il peso di 1 metro cubo di letame può oscillare dai 400 kg, nel caso di letame fresco, ai 700-750 kg circa nel caso di letame compostato (ben compostato e trasformato al punto giusto).
Tramite il compostaggio vi è una riduzione del volume complessivo che determina la concentrazione della massa ed un incremento del peso specifico.

I dosaggi per ettaro relativi all’impiego del compost biodinamico possono variare indicativamente da un minimo di 80-100 quintali ad un massimo di 180-200 quintali (circa).
Questi dosaggi dipendono dal tipo di coltura, che potrà essere più o meno esigente, e dipendono anche e soprattutto dal tipo di terreno e dalle sue condizioni.
Dunque non è possibile fornire dosaggi standard ma occorre valutare volta per volta questi fattori.
La stessa cosa vale per i dosaggi relativi all’uso dell’humus di lombrico.
Occorre sottolineare che non bisogna eccedere nei quantitativi e, anzi, che un dosaggio minimo può già essere più che sufficiente. La cosa più importante risiede nella corretta trasformazione del letame in humus.

Vi sono altresì contesti e condizioni per le quali il ricorso al letame non risulta necessario. Tutto dipende dai fattori sopracitati.


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