La progressione terra, acqua, aria, fuoco nella formazione dei vegetali
Volendo iniziare questa progressione dalla parte basilare, o dalla prima fase distintiva del processo di sviluppo dei vegetali, siamo di fronte al seme. Il seme per poter dare origine alla formazione di una pianta necessita di terra. Senza l’interramento nell’oscurità del suolo il seme non può germinare. Una volta interrato, è necessario inumidire il terreno ed intervenire con l’acqua che è indispensabile per portare a nuova vita la semente.
La pianta nasce e cresce, ma per fare ciò soprattutto nelle fasi iniziali ha bisogno di nutrimento sostanziale costituito da sali minerali (quindi elemento terra) e di acqua. Questi due fattori sono fondamentali per l’espansione e la crescita. In questa fase iniziale di sviluppo sono necessari ovviamente anche aria (CO2), luce e calore, ma gli elementi predominanti sono terra e acqua.
Il vegetale che successivamente cresce e si sviluppa incrementa la respirazione, ed il processo della fotosintesi si fa più intenso. Risulta dunque indispensabile anche la circolazione dell’aria all’interno del suolo che può essere garantita tramite lavorazioni e dissodamento del terreno; ma la presenza di aria, ossigeno e altri gas fondamentali dovrebbe essere garantita da una buona struttura del terreno (cioè che non sia asfittica e compatta) come conseguenza di una corretta gestione dellafertilità organicapoiché un terreno sano, ricco di humus e vitale risulta naturalmente soffice, poroso e permeabile.
Specialmente nelle sarchiate o nelle colture orticole diviene utile poter effettuare una sarchiatura del terreno per stimolare questa fase legata all’elemento aria (respirazione dell’apparato radicale). Ad un certo punto dello sviluppo della pianta, per sostenere la crescita, oltre ad acqua e nutrienti, diviene dunque fondamentale anche la disponibilità di aria. È a questo punto che entra l’elemento aria in maniera decisa, anche se già dal seme ha inizio la respirazione. Come noto, anche la foglia svolge proprio una intensa attività respiratoria essendo l’organo principale deputato per questa funzione, oltre ad essere contemporaneamente sede per la fotosintesi. Aria e luce sono fattori strettamente connessi, e potremmo considerarli corrispondenti.
Dal momento in cui la pianta si sviluppa sempre più, entra a sua volta in stretta relazione con gli elementi meno densi (che non si legano alle forze di gravità). Inizia quindi la fase di maturazione con la formazione del fiore, che libera odori, aromi e polline nell’aria, e poi con la formazione del frutto/seme che per potersi sviluppare necessita dell’azione del calore (elemento fuoco). Nell’organo floreale la pianta sublima l’elemento terrestre minerale elevandosi verso un piano ed un livello superiore. Inoltre la fase di fioritura ha una stretta affinità con quegli organismi che si muovono nell’aria, come api e altri insetti pronubi. La stessa impollinazione avviene attraverso l’aria oppure, appunto, tramite insetti (impollinazione anemofila ed entomofila).
Pertanto la pianta manifesta due tendenze: una verso il basso con le radici, ed una verso l’alto con la formazione dello stelo e del fiore. Con la parte aerea si sviluppa nella luce e verso la luce, mentre con l’apparato radicale discende nelle profondità della terra, nell’oscurità. Questa tendenza viene definita geotropismo positivo nella radice, e geotropismo negativo nel fusto. Sono due polarità come possono esserlo gli elementi leggeri (aria e fuoco) e pesanti (terra e acqua).
La pianta, ovviamente, dal seme alla formazione del fiore e del frutto necessita di tutti e quattro gli elementi, poiché senza l’azione congiunta e simultanea di questi non vi sarebbero germinazione, crescita e maturazione. Ma ogni elemento sarà più o meno predominante in una determinata fase vegetativa, ed è fondamentale per la crescita armonica dei vegetali rispettare ed assecondare questo dato. Ne va della salute della pianta. Occorrerà il giusto equilibrio e la giusta sinergia tra i vari elementi, con la loro azione, dal momento in cui un eccesso di umidità, o di calore, così come una concimazione eccessiva o la disposizione del sesto d’impianto inadeguato alla corretta circolazione dell’aria (o una potatura sbagliata) possono essere causa di squilibrio e malattia (malattia = mala azione).
È compito dell’agricoltore bilanciare al meglio l’influenza e l’azione di questi 4 elementi tramite una sana agronomia complessiva, oppure anche tramite il ricorso ad interventi diretti mirati (ad esempio tramite l’uso del preparato 501). Per fare ciò diventa necessario comprendere la causa di un eventuale squilibrio nella conformazione della pianta, e saper valutare l’intervento equilibratore anche in funzione dell’andamento stagionale e climatico (o delle caratteristiche dell’habitat e del suolo).
Dietro i 4 elementi agiscono forze che l’agricoltore deve saper riconoscere ed interpretare al meglio.
La pianta stessa porta a manifestazione i 4 elementi aristotelici attraverso i 4 principali organi che sono: radice, foglia, fiore e frutto/seme. Ad esempio, grazie al frutto/seme del cereale introduciamo calorie attraverso il pane (l’elemento fuoco che scalda e illumina).
Le caratteristiche intrinseche dei 4 principali organi della pianta sono associabili alle 4 qualità espresse dagli elementi aristotelici (princìpi primi). Ciò significa che ogni organo appartiene maggiormente ad un dato elemento: la radice si trova strettamente connessa con la terra fin dentro la roccia minerale ed è specializzata nell’assorbimento di sali minerali, le foglie sono ricche di acqua, il fiore libera odori e pollini attraverso l’aria aprendosi alla luce, ed il frutto/seme necessita proprio di calore per poter maturare e formarsi al meglio (il processo di formazione di zuccheri, aromi e oli appartiene a quest’ultimo ambito). Fiore e frutto sono plasmati nella luce e nel calore (dalla luce e dal calore). I 4 elementi “parlano” nel vegetale e ci appaiono secondo un linguaggio vivente costituito da forme, colori, profumi e qualità distintive (o “gesti” archetipici). Si tratta di un linguaggio archetipico che il bravo osservatore deve essere in grado di cogliere, interpretare e tradurre.
La pianta può essere osservata come un archetipo (o un modello) nel quale radice, foglia, fiore e frutto rappresentano un percorso di crescita ed una metamorfosi che va «dal basso verso l’alto» nella quale la radice incarna l’elemento terrestre pesante e caotico, mentre il fiore diviene l’espressione di ordine, armonia e bellezza entrando in stretta relazione con le forze solari e cosmiche. E può essere interpretata come una progressione ed una metamorfosi attraverso i 4 elementi terra, acqua, aria e fuoco ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. Da notare che lo sviluppo ed il perfezionamento della pianta avviene nella luce e nell’aria.
Già Goethe faceva notare come il massimo grado di organizzazione e complessità lo si ottenga nella foglia e nel fiore proprio grazie alla luce; egli sottolineava il fatto che le foglie di piante cresciute in luoghi bassi e umidi fossero più lisce e meno strutturate rispetto alle foglie di piante cresciute ad altitudini maggiori, le quali si presentano ruvide, provviste di peli e più articolate nella loro morfologia (il preparato 501 a base di silicio agisce proprio in questa direzione). E rimarcava che un’eccessiva nutrizione, come tendenza, ritarda la fioritura mentre una nutrizione moderata o addirittura scarsa la accelera. Questo perché la pianta è impegnata nell’espellere succhi imperfetti (nel caso di abbondante nutrizione minerale) e non ha modo di evolvere verso il perfezionamento della sua forma.
“Invece, sottraendo alla pianta il nutrimento, il processo (di fioritura) è facilitato e reso più breve; gli organi dei nodi si perfezionano, l’azione dei succhi raffinati è più pura ed energica, e le parti possono metamorfosarsi in una successione ininterrotta” (Goethe, La metamorfosi delle piante).
È come se la parte più evoluta e nobile della pianta (il vertice rappresentato dal fiore) debba affrancarsi dall’elemento terrestre pesante e caotico per potersi affermare e manifestare. Elemento terrestre rappresentato dalla nutrizione minerale (N, P, K) che, per quanto necessaria, deve comunque rimanere equilibrata, graduale e di qualità (buon compost biodinamico ben trasformato, sovesci plurispecie, leguminose).
Dunque una linfa grezza non elaborata non consente alla pianta di svolgere al meglio il processo di fioritura e successiva fruttificazione, con tutte le implicazioni del caso (proprietà organolettiche). Processo di fioritura da non intendersi solamente in funzione della formazione del fiore in sé, bensì in funzione del polo della qualità nel suo insieme.
L’agricoltura biodinamica dispone di solide basi scientifiche riconosciute anche a livello internazionale dai più importanti istituti di ricerca (su tutti figura il FIBL). Si tratta altresì di un approccio olistico che affonda le proprie radici nelle conoscenze tradizionali tramandate da figure come Aristotele, Platone e Pitagora come chiave di lettura per una comprensione approfondita delle forze che governano il vivente.
Per gli Antichi la vita non era intesa come un evento casuale, bensì come il frutto di princìpi, forze e modelli che ritroviamo anche nei quattro elementi la cui manifestazione è visibile nei 4 organi principali della pianta. Si tratta di modelli tramite i quali viene plasmato il vivente, espressione di forze archetipiche. Non si tratta di speculazione filosofica fine a sé stessa, bensì di chiavi e strumenti operativi che divengono utili proprio nella pratica agricola.


