La maggior parte dei cibi che subiscono un trattamento industriale contengono degli additivi, sostanze estranee all’alimento naturale con lo scopo di renderlo gradevole alla vista, di nascondere difetti di produzione o di qualità, impedire fermentazioni e ossidazioni naturali, di aromatizzarlo, di dargli una consistenza densa o gelatinosa, attenuare l’acidità e così via. Sono raramente usati additivi naturali, perché più costosi e quelli che potrebbero essere ottenuti con metodo naturale sono fabbricati per sintesi chimica, così la maggior marte sono da considerarsi dannosi o sospetti.

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Andar per erbe

“Brieve racconto di tutte le radici di tutte l’erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in Italia si mangiano”, è un libro scritto da Giacomo Castelvetro, esule in Inghilterra, nel 1614. Si tratta di una rassegna della gastronomia vegetale del tempo.

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Museo di fisica e di esperienze variato, e decorato di osservazioni naturali, note medicinali, e ragionamenti secondo i principii de’ moderni è il titolo di un libro del 1697. Vi si può leggere la cronaca di un giorno in cui uno scrittore osservava che in un campo di sua proprietà erano entrati delle donne e dei ragazzi:

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La maggior parte dei cibi che subiscono un trattamento industriale contengono degli additivi, sostanze estranee all’alimento naturale con lo scopo di renderlo gradevole alla vista, di nascondere difetti di produzione o di qualità, impedire fermentazioni e ossidazioni naturali, di aromatizzarlo, di dargli una consistenza densa o gelatinosa, attenuare l’acidità e così via.

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Ogni oggetto, ogni persona, ogni pianta, ha la sua storia perché tutto ciò che esiste, esiste nel tempo e ha la sua storia. E’ così anche per le piante alimentari che sono entrate nell’esistenza delle cose nel tempo, come descrizione, analisi, discussione di un fenomeno biologico che si è evoluto ed è mutato poiché ci sono state delle cause cui hanno seguito degli effetti.

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Alcuni medici e filosofi dell’antichità definirono il cibo come “Res non naturalia”, che, tradotto alla lettera, significa “cose non naturali”. In questo loro atteggiamento si alludeva al sovrapporsi dell’agire umano su prodotti presenti in natura, scelti dall’uomo, talora coltivati negli orti e nei campi, manipolati e infine trasformati mediante l’uso del fuoco.

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Le Alghe

Una suddivisione ampia, per quanto approssimativa, delle alghe è quella che le distingue per colore:

Verdi: ricche di clorofilla caratteristiche delle acque stagnanti, appartengono alla specie Cloroficee, prolificano nella superficie dell’acqua o dove comunque arriva la luce del sole.

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