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Meglio la brocca

Molti hanno aderito da tempo all’invito dei promotori della campagna «Imbrocchiamola!»*  per rinunciare all’acqua in bottiglia. Molto meglio, dicono i nostri amici, mettere in tavola una bella brocca riempita con l’acqua del rubinetto per ridurre l’uso delle bottiglie di plastica. Noi italiani abbiamo un record mondiale di cui non ci possiamo certo vantare: consumiamo mediamente quasi 200 litri di acqua minerale a testa all’anno. Che, per il 65%, viene venduta in bottiglie di plastica. La plastica delle bottiglie si chiama Poli-Etilen-Tereftalato (in sigla PET).

Il PET è ricavato dal petrolio, una risorsa in via di esaurimento, che diventa sempre più costosa e per il cui possesso si stanno facendo, anche in questo momento, parecchie guerre sanguinose. In Italia ogni anno buttiamo nei rifiuti circa 5 milioni di tonnellate di materie plastiche che, per loro natura, sono quasi indistruttibili (almeno per decine e decine di anni) e quindi inquinano e imbruttiscono la terra, i laghi e il mare. Nemmeno gli inceneritori sono una soluzione adeguata a questo problema. A parte l’assurdità di usare una sola volta e poi buttare via un contenitore (la bottiglia di PET) fatta con un materiale scarso, costoso e in via di esaurimento. La plastica bruciata negli inceneritori produce sostanze inquinanti molto pericolose per la salute (come, ad esempio, le diossine). Infine prova a leggere, sull’etichetta di un’acqua minerale, il luogo di provenienza di quell’acqua. Ti accorgerai che spesso l’acqua che stai sorseggiando proviene da centinaia di chilometri di distanza. Al petrolio necessario per produrre la bottiglia di plastica, va dunque aggiunto anche quello necessario per far muovere i camion che trasportano le bottiglie di acqua su e giù per l’Italia. Intasando le autostrade e aumentando ulteriormente l’inquinamento. Sono sicuro che hai già capito cosa fare: a pranzo, metti in tavola una bella brocca di vetro colma di buonissima acqua di rubinetto.

In azione: Istruzioni per il minor uso (e il riuso) della plastica

I rifiuti di plastica sono un problema. Cosa puoi fare? Ecco alcuni suggerimenti:

  • Produrre meno rifiuti: acquista preferibilmente prodotti venduti in imballaggi di carta o cartone.
  • Riusare: in parecchi supermercati si trovano in vendita i detersivi alla spina (devi portare da casa la tua bottiglia di plastica, che puoi riusare molte volte).
  • Differenziare: quando un contenitore di plastica non si può piĂą riutilizzare, occorre portarlo nei contenitori dedicati alla raccolta differenziata. Con il PET riciclato, ad esempio, si producono contenitori nuovi, ma anche maglioni, indumenti in “pile”, moquette, rivestimenti interni per le automobili e coperte. Con la plastica riciclata piĂą dura si producono invece sedie, panchine, tubi per gli scarichi delle grondaie, piastrelle, arredi per i parchi gioco e perfino barche a vela.

Informati:

Il COREPLA (consorzio per il recupero della plastica) sul suo sito www.corepla.it mette a disposizione idee e risorse assai utili per gli insegnanti e gli educatori.

IMBROCCHIAMOLA: Per approfondire la campagna www.imbrocchiamola.org.

IL SESTO CONTINENTE … due enormi “isole” di rifiuti che si concentrano nei pressi del Giappone e a ovest delle Hawaii, sono formate per la maggior parte di plastica. Cerca informazioni su internet o chiedi ai tuoi insegnanti del Pacific Trash Vortex.

Biolcalenda ottobre 2013


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