Il compost – Seconda parte

Quella del compostaggio è una pratica che può offrire veramente notevoli benefici. Per poter realizzare questa pratica al meglio occorre rispettare alcune regole fondamentali (in sintesi):

  • Occorre garantire una buona presenza di aria all’interno del compost anche negli strati più interni (fondamentale). A tal proposito non bisognerà allestire cumuli di altezza superiore ai 130 cm, mentre in fase di allestimento occorrerà sminuzzare, frantumare, alleggerire ed arieggiare il materiale per evitare che vi sia compattamento della massa e asfissia. Ciò facilita e stimola l’attività dei microrganismi. La massa non dovrà essere compatta bensì soffice e friabile. 
  • È necessario il giusto grado di umidità. Dovrà essere sempre garantito il 50-60% di umidità. La vita ha bisogno di acqua. La presenza di acqua non dovrà essere eccessiva e nemmeno scarsa, e va gestita in base alle necessità.
  • È determinante il giusto equilibrio tra materiale “secco” e materiale “umido”. Ciò si traduce nel rapporto carbonio/azoto (rapporto C/N). Questo rapporto deve essere equilibrato. Uno dei migliori rapporti C/N, per quanto riguarda il materiale di partenza, lo si ritrova proprio nel letame fresco mescolato a paglia (lettiera). Il giusto apporto di carbonio, azoto, acqua e aria favorisce la riproduzione e la corretta attività dei batteri.
  • È buona norma ricoprire tutto il cumulo con paglia secca o altro materiale idoneo in modo da evitare che la superficie esterna possa essiccare. Ciò preserva maggiormente anche l’umidità. Il materiale utilizzato per questa copertura deve permettere la traspirazione.
  • Nelle fasi iniziali del compostaggio la temperatura dovrà raggiungere i 50-60°C ma non dovrà andare oltre. Il raggiungimento di queste temperature è segnale che il compostaggio procede al meglio. È difficile raggiungere queste temperature con volumi ridotti di materiale (inferiori ad 1-2 metri cubi).


Il processo del compostaggio è caratterizzato sostanzialmente da due fasi: una prima fase nella quale è particolarmente intensa l’attività dei microrganismi che demoliscono ed elaborano quelle componenti organiche più facilmente degradabili. Questa prima fase, definita attiva, perdura qualche settimana. E’ in questa fase che si genera calore.

Mentre nella seconda fase viene elaborata la frazione meno degradabile e più recalcitrante la quale subisce una concentrazione (riduzione di volume) e conseguente umificazione. Si tratta della fase di maturazione che ha una durata di alcuni mesi.

Ma uno dei componenti più importanti nella genesi humus è la lignina, la quale rappresenta il più importante precursore delle sostanze humiche. Anche se l’humus non ha origine dalla sola degradazione della lignina, non si può negare che questo componente rappresenti un fondamento strutturale di primaria importanza nella generazione di sostanza humica
Le piante legnose ne contengono una grande quantità, e questo è un motivo in più per piantare arbusti, alberi e siepi. Quella della lignina è una molecola con una struttura molto complessa che svolge la funzione di cementare e legare tra loro le fibre in tutti i vegetali. Questa sua funzione esalta e conferisce la compattezza e la resistenza della pianta.

La lignina rientra nella classe dei composti aromatici e la sua struttura è in grado di generare legami tra cellule che risultano tenaci, molto resistenti, duraturi e forti.

Vi sono diversi tipi di lignina in base al tipo di pianta in cui si forma: può derivare da piante legnose oppure anche da piante erbacee (principalmente Graminacee).

Qualora si possa disporre di materiale legnoso da inserire nel cumulo (ad esempio ramaglie) è necessario triturare, frantumare e sminuzzare al meglio questo componente per facilitarne degradazione e successiva ri-sintesi (utilizzare un valido ed efficiente biotrituratore).
I frammenti di ramaglie possono impiegare anche anni prima di essere decomposti, per questo motivo andrebbero setacciati e reintrodotti nel processo di compostaggio fino alla completa degradazione.
La segatura rappresenta la forma migliore, derivante da materiale legnoso, per poter essere decomposta ed elaborata al meglio già dopo il primo ciclo di compostaggio. Anche la segatura va miscelata e proporzionata in maniera idonea.

Al termine del compostaggio il materiale di partenza non deve essere più distinguibile, ma dovrà aver subito una completa trasformazione. Il compost ben trasformato dovrà emanare un buon odore di humus e dovrà presentarsi soffice, con il giusto grado di umidità, omogeneo e scuro.

Il cumulo biodinamico (cioè inoculato con i preparati biodinamici) rappresenta un ambiente ideale per la generazione di nuova vita, all’interno del quale vi sono condizioni ottimali per l’elaborazione e la ri-sintesi della sostanza organica in via di decomposizione.
Ciò che altrimenti potrebbe essere dissipato e disperso nell’ambiente (sotto varie forme), trova la condizione migliore per essere riorganizzato secondo un percorso che permetta una ricombinazione della sostanza organica tale da essere di supporto alla vita del suolo.
Questa ricombinazione permette di ottenere sostanze tutt’altro che elementari, dotate di proprietà colloidali, assorbenti, chelanti e di scambio ionico.
Gli artefici di questa metamorfosi sono organismi decompositori come funghi, batteri e attinomiceti (che dovrebbero essere presenti e attivi anche nel terreno). Il condizionale è d’obbligo perché purtroppo oggi molti terreni non dispongono di questa facoltà; da qui la necessità dell’impiego dei preparati biodinamici.

Dunque oltre a rappresentare una riserva di nutrienti, l’humus dispone di proprietà fondamentali per le funzioni del suolo che diviene resiliente e stabile. Il suolo può sopportare meglio situazioni di stress (ad esempio come siccità o piogge battenti) ed acquisisce una struttura “glomerulare” che determina la presenza equilibrata di aria e acqua al suo interno.Le sostanze humiche sono dotate di una notevole complessità che è la conseguenza del contributo offerto dalla molteplicità degli organismi che vivono e prolificano in un suolo fertile oppure all’interno dello stesso compost.
Oltre al contributo fondamentale di questi organismi (batteri, funghi, lieviti etc.) vi è la particolarità della materia organica elaborata all’interno di processi viventi (vegetali, animali). Anche se la lignina è stata citata come costituente di rilievo sarebbe dunque un errore pensare a questa come unico fondamento esclusivo nella genesi dell’humus.
Segue.


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