Ci stiamo avvelenando giorno dopo giorno, mangiando costantemente e in grandi quantità alimenti nocivi. Se ci alimentiamo con alimenti integrali e biologici acquisiamo l’istinto degli animali che regola le nostre scelte dei cibi salutari o meno per il nostro organismo. Osservando i nostri animali di compagnia, cani e gatti, notiamo che sono molto equilibrati a livello alimentare. Si avvicinano con sospetto al cibo che gli viene offerto, e lo mangiano solo se non lo ritengono tossico.

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La forte richiesta di alimenti che costano poco (e visti i tempi che corrono presumo che la cosa peggiorerà ancora) ha spinto i produttori a cercare nuovi sistemi per ridurre i costi. Generalmente si tratta di risparmiare sulle materie prime. Tenete presente che la qualità ha un costo, se un prodotto costa troppo poco non può essere di qualità. Le materie prime incidono per non più del 40% del costo complessivo, questa è la regola di tutti i produttori di alimenti.

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Alchechengio

Physalis alkekengi L. – Solanacee 

Frutto commestibile della numerosa schiera delle solanacee dei nostri climi, contrariamente ai suoi parenti più noti (pomodoro, melanzana, peperone) di provenienza esotica.

Già nota a Dioscoride e a Galeno, la pianta è molto diffusa in Asia, in Europa e nelle regioni mediterranee, si trova allo stato selvaggio nei campi incolti, tra le macerie, lungo le rive dei fossi, nelle siepi ombreggiate, in luoghi umidi e sul terreno calcareo dal piano fino alle zone montane.

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Asparago

Asparagus officinalis. fam. Gigliacee
L’asparago è molto diverso dalle altre piante della famiglia, sia per forma che per sapore. La parte edule dell’asparago è fornita dai cosiddetti turioni, che sono i giovani germogli dei fusti, raccolti non appena spuntano dal terreno.

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Valerianella

Genere:Valerianella olitoria L. Fam.Valerianacee

Il nome della famiglia e del genere, ricco di molte specie e sottospecie di derivazione latina, dal verbo “valere” – valore.

Può prendere vari nomi: lattughino, gallinella, erba dolcetta, soncino.

Pianta diffusa in tutte le zone temperate dalla pianura alla montagna.

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Actinidia (Kiwi)

(A. Chinensis. Famiglia: Actinidiaceae)

Originaria delle regioni orientali dell’Asia, Cina, Giava, Giappone. La pianta può raggiungere un’altezza fino 8-10 m. Rampicante molto ornamentale, vigorosa, con foglie cuoriformi verde scuro. Fiori riuniti in racemi, tondeggianti, di colore bianco crema, larghi 4 cm, compaiono da giugno ad agosto. Frutti commestibili con polpa gradevole, acidula, ovali, coperti di peluria marrone.

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La maggior parte dei cibi che subiscono un trattamento industriale contengono degli additivi, sostanze estranee all’alimento naturale con lo scopo di renderlo gradevole alla vista, di nascondere difetti di produzione o di qualità, impedire fermentazioni e ossidazioni naturali, di aromatizzarlo, di dargli una consistenza densa o gelatinosa, attenuare l’acidità e così via. Sono raramente usati additivi naturali, perché più costosi e quelli che potrebbero essere ottenuti con metodo naturale sono fabbricati per sintesi chimica, così la maggior marte sono da considerarsi dannosi o sospetti.

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La maggior parte dei cibi che subiscono un trattamento industriale contengono degli additivi, sostanze estranee all’alimento naturale con lo scopo di renderlo gradevole alla vista, di nascondere difetti di produzione o di qualità, impedire fermentazioni e ossidazioni naturali, di aromatizzarlo, di dargli una consistenza densa o gelatinosa, attenuare l’acidità e così via. Sono raramente usati additivi naturali, perché più costosi e quelli che potrebbero essere ottenuti con metodo naturale sono fabbricati per sintesi chimica, così la maggior marte sono da considerarsi dannosi o sospetti.

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La maggior parte dei cibi che subiscono un trattamento industriale contengono degli additivi, sostanze estranee all’alimento naturale con lo scopo di renderlo gradevole alla vista, di nascondere difetti di produzione o di qualità, impedire fermentazioni e ossidazioni naturali, di aromatizzarlo, di dargli una consistenza densa o gelatinosa, attenuare l’acidità e così via. Sono raramente usati additivi naturali, perché più costosi e quelli che potrebbero essere ottenuti con metodo naturale sono fabbricati per sintesi chimica, così la maggior marte sono da considerarsi dannosi o sospetti.

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La maggior parte dei cibi che subiscono un trattamento industriale contengono degli additivi, sostanze estranee all’alimento naturale con lo scopo di renderlo gradevole alla vista, di nascondere difetti di produzione o di qualità, impedire fermentazioni e ossidazioni naturali, di aromatizzarlo, di dargli una consistenza densa o gelatinosa, attenuare l’acidità e così via. Sono raramente usati additivi naturali, perché più costosi e quelli che potrebbero essere ottenuti con metodo naturale sono fabbricati per sintesi chimica, così la maggior marte sono da considerarsi dannosi o sospetti.

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Sul finire del XVI secolo, il medico e naturalista Costanzo felici indirizzò ad Ulisse Aldrovandi una lettera “sopra l’insalata e piante che vengono per il cibo del’homo in qualunque modo in varie vivande”. La lettera si presenta come un vero e proprio testo gastronomico e botanico che ci consente di ricavare una notevole quantitĂ  di informazioni sulla cultura alimentare del tempo e sui rapporti che il mondo colto di allora intesseva con il mondo delle piante.

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Andar per erbe

“Brieve racconto di tutte le radici di tutte l’erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in Italia si mangiano”, è un libro scritto da Giacomo Castelvetro, esule in Inghilterra, nel 1614. Si tratta di una rassegna della gastronomia vegetale del tempo.

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Museo di fisica e di esperienze variato, e decorato di osservazioni naturali, note medicinali, e ragionamenti secondo i principii de’ moderni è il titolo di un libro del 1697. Vi si può leggere la cronaca di un giorno in cui uno scrittore osservava che in un campo di sua proprietĂ  erano entrati delle donne e dei ragazzi:

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