Tarassaco

Il Tarassaco, chiamato anche soffione o dente di leone, e un’infinità d’altri nomi dialettali, dimostra con questo di essere pianta conosciutae apprezzata da millenni. Il suo nome deriva dal greco “Tarasseo”, che significa “io guarisco”.

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Portulaca

Portulaca – Portulaca oleracea L. –  Fam.: Portulacaceae
Le portulacaceae con 20 generi e 500 specie, sono piante dalle foglie grasse, sovente con una fioritura bella e ricca, che popolano le regioni caldo – asciutte di tutti i continenti.

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Luppolo

Humulus lupulus L.,  Cannabaceae
“Chi dice luppolo, dice birra?” La risposta potrebbe essere positiva, se è vero che fin dal tempo dell’antico Egitto l’ingrediente aromatico base della celebre bibita era l’Humulus lupulus.

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Iperico

Hypericum perforatum L.  –  Guttiferae
Fioritura: maggio-giugno  –  Parti raccolte: sommità fiorite  –  Tempo balsamico: maggio-agosto.

Iperico, Perforata, Erba di San Giovanni.  E’ una pianta comune, perenne, che vive con i suoi lunghi stoloni basali e fusti eretti, ramificati, alti fino a 60-70 centimetri, nei campi abbandonati, lungo i cigli delle strade, nelle boscaglie e nei luoghi asciutti ed esposti al sole.

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Coriandolo

Coriandrum sativum – L. Apiaceae (Umbellifere)

Coriandrum deriva dal greco ed indica genericamente ‘un qualcosa che fa bene all’uomo’. Sativum deriva dal latino e vuol dire ‘adatto ad essere coltivato’. La pianta è originaria dell’area mediterranea orientale e dell’Africa del Nord.

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Gramigna

Agropyron repens  L.  – Poaceae.
Fioritura: maggio-luglio – Parti raccolte: rizomi – Tempo balsamico: tutto l’anno

Agropyron repens è il nome scientifico della gramigna, la più ostinata tra le rustiche e spontanee graminacee perenni che infestano i prati, gli incolti erbosi, i coltivi e davano, un tempo, molto filo da torcere al contadino che vide , prima dell’arrivo dei diserbanti, troppe volte, tornare inutili gli sforzi per estirparla.

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Valerianella

Genere:Valerianella olitoria L. Fam.Valerianacee

Il nome della famiglia e del genere, ricco di molte specie e sottospecie di derivazione latina, dal verbo “valere” – valore.

Può prendere vari nomi: lattughino, gallinella, erba dolcetta, soncino.

Pianta diffusa in tutte le zone temperate dalla pianura alla montagna.

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Sul finire del XVI secolo, il medico e naturalista Costanzo felici indirizzò ad Ulisse Aldrovandi una lettera “sopra l’insalata e piante che vengono per il cibo del’homo in qualunque modo in varie vivande”. La lettera si presenta come un vero e proprio testo gastronomico e botanico che ci consente di ricavare una notevole quantità di informazioni sulla cultura alimentare del tempo e sui rapporti che il mondo colto di allora intesseva con il mondo delle piante.

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Andar per erbe

“Brieve racconto di tutte le radici di tutte l’erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in Italia si mangiano”, è un libro scritto da Giacomo Castelvetro, esule in Inghilterra, nel 1614. Si tratta di una rassegna della gastronomia vegetale del tempo.

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Museo di fisica e di esperienze variato, e decorato di osservazioni naturali, note medicinali, e ragionamenti secondo i principii de’ moderni è il titolo di un libro del 1697. Vi si può leggere la cronaca di un giorno in cui uno scrittore osservava che in un campo di sua proprietà erano entrati delle donne e dei ragazzi:

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Ogni oggetto, ogni persona, ogni pianta, ha la sua storia perché tutto ciò che esiste, esiste nel tempo e ha la sua storia. E’ così anche per le piante alimentari che sono entrate nell’esistenza delle cose nel tempo, come descrizione, analisi, discussione di un fenomeno biologico che si è evoluto ed è mutato poiché ci sono state delle cause cui hanno seguito degli effetti.

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Alcuni medici e filosofi dell’antichità definirono il cibo come “Res non naturalia”, che, tradotto alla lettera, significa “cose non naturali”. In questo loro atteggiamento si alludeva al sovrapporsi dell’agire umano su prodotti presenti in natura, scelti dall’uomo, talora coltivati negli orti e nei campi, manipolati e infine trasformati mediante l’uso del fuoco.

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