La produzione di cibo modifica l’ambiente. E viceversa.
Un rapporto che, da troppo tempo, non produce niente di buono. Letteralmente. Dall’agricoltura industrializzata e dagli allevamenti intensivi ricaviamo cibo nutrizionalmente scadente, poco gustoso, che fa ammalare.
Oltre a provocare danni importanti all’ambiente. Accogliamo dunque con (moderata) speranza le parole degli esperti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) che qualche mese fa hanno attirato l’attenzione di tutti sulla relazione che esiste tra la conduzione degli allevamenti intensivi e il problema dell’antibioticoresistenza: “È tempo di ridurre,

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Originario del Medioriente, il carciofo ha costituito fin dall’antichità un prodotto importante per i fitoterapisti Egizi e Greci, ma pare che altrettanto antico sia il suo uso in cucina. Già nel IV secolo a.C. era coltivato dagli arabi che lo chiamavano Kharshafâ da cui l’attuale nome.

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Riduzione delle foreste

Quando ci troviamo in mezzo ad una foresta siamo immersi in uno stato di serenità e rilassamento. Alcuni abbracciano gli alberi per avere un senso di pace, ma uno dei principali problemi ambientali del mondo contemporaneo, purtroppo, è la deforestazione, cioè la riduzione delle aree verdi naturali della Terra causata dal disboscamento eccessivo delle foreste.

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Oggi incontriamo Fiorenzo Longu, 60 anni compiuti da poco e titolare di PizzerioFiore. Ha scelto di coniugare attenzione per l’ambiente, per l’etica e per la qualità alla produzione artigianale della pizza. Pizze ottime, un’infinità di accostamenti, freschezza, abbondanza e un’esplosione di creatività. Un prodotto di qualità per limitare l’impatto ambientale e portare sulla tavola dei consumatori una pizza che tutti vorremmo in primis per noi

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Ingredienti: 1 kg di asparagi verdi – 180 g di panna acida – 4 C di formaggio grattugiato (tipo caciocavallo) – 2 C di pangrattato – 1 uovo – 2 c di paprica dolce – olio – noce moscata – zucchero (anche di canna) – sale.

Preparazione: mondare gli asparagi dalle parti dure, lessarli al dente. Sbattere l’uovo con la panna acida, la paprica, un pizzico di zucchero e uno di sale,

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Miglio

Il Miglio deriva il suo nome dal latino Milium (fam. Graminacee – specie Panicum miliaceum), così chiamato per la grande abbondanza di granelli. E’ il precursore di tutti i cereali e ha nutrito l’umanità prima della scoperta dell’aratro, poiché era raccolto allo stato selvatico. Trascorsero migliaia d’anni, prima che il miglio fosse messo a coltura.

I grani di questo cereale sono compressi in una buccia molto compatta, che deve essere allontanata attraverso la decorticazione.

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Ne sono certo: nessuno tra coloro che mi leggono ha mai sperimentato la fame, naturalmente me compreso. Quando diciamo “ho fame”, noi, noi che viviamo nella società del quasi miliardo di obesi, intendiamo soltanto che stiamo avvertendo lo stimolo dell’appetito tra un pasto e l’altro.

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